STORIA DI UN ESERCITO IN MARCIA In evidenza

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Dalla Camera degli Stucchi di Palazzo Te al rame cesellato di Giancarlo Boselli

 

Presentazione

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daytrading binäre optionen "Questo si è una gran camera in volta a botte, tutta lavorata di stucchi, senza pittura alcuna, il volto compartito a quadri con varie historie di rilievo, sotto vi è due frisi, l'uno sopra l'altro, ne li quali vi sono il modo et ordine come li Romani andavano alla guerra, posto tutti per ordine; in quello di sopra vi è tutta la fanteria, in quello di sotto vi è tutta la cavalleria; ogni qualunque cosa conservata secondo il modo antico, li vestimenti sono imitati simili a quelli della colonna Traiana."

Il fregio della camera degli Stucchi, attribuito dal Vasari al Primaticcio, secondo alcuni celebra l’imperatore Sigismondo, dal quale i Gonzaga avevano ricevuto il titolo di marchesi nel 1433, secondo altri Carlo V, che agli stessi aveva concesso quello ducale.

Giancarlo Boselli ripropone il famosissimo fregio in 29 grandi lastre di rame sbalzate. Tuttavia, Boselli non si pone in immediato contatto con l’originale, ma, rifacendosi alla sua cultura di incisore, cesellatore ancor prima che scultore, si rivolge alla mediazione delle celebri stampe dei Bouzonnet, gli artisti che avevano diffuso la conoscenza dell’invenzione di Primaticcio e di Giulio Romano in Francia nel XVII secolo.

Prima dei Bouzonnet, ancora nel Cinquecento, la mantovana Diana Scultori ha inciso a bulino una parte del fregio della Sala degli Stucchi, la cosiddetta Marcia di cavalieri, che occupa il registro superiore della parete della finestra. Le tre lastre di Diana derivano da disegni di Giulio Romano, dei quali quello relativo alla metà di destra della composizione è ora conservato al Louvre.

 Nel 1675 Antoinette Bouzonnet, quarta figlia dell’orafo lionese Etienne e di Madeleine Stella, pubblica a Parigi il fregio della Sala degli Stucchi di Palazzo Te in ventiquattro stampe da lastre incise all’acquaforte. La raccolta, preceduta da un frontespizio allegorico ispirato al repertorio figurativo di Giulio Romano, è dedicata a Jean-Baptiste Colbert, ministro del Re sole. Per realizzare le incisioni, l’artista ha lavorato in uno studio al Louvre già assegnato dal re a Jacques Stella (1596-1657), pittore e zio materno di Antoinette. La fonte sono i rilievi che il fratello Antoine (1637-1682) aveva eseguito a Mantova, durante il tour in Italia, realizzato proprio grazie a un legato dello zio. In segno di gratitudine verso il comune maestro e benefattore i fratelli Bouzonnet, due maschi e due femmine, avevano aggiunto il cognome Stella a quello paterno.

La scelta di tradurre in incisione il corteo imperiale romano modellato lungo le pareti del Te su disegni di Giulio Romano si inserisce perfettamente nel gusto classicista francese del secondo Seicento, in continuità con l’interpretazione manieristica dell’antico importata a Fontainebleau dal Primaticcio quasi un secolo e mezzo prima.

Le lastre incise da Antoinette e stampate dalla sorella Claudine (1636-1697) danno una versione morbida e raffinata dell’originale non conosciuto direttamente dalle autrici, però puntuale fin nei particolari più minuti, evidentemente grazie alla cura e al rigore del fratello nell’esecuzione dei disegni.

 

Oltre al ciclo di Giancarlo Boselli, in mostra

il volume di stampe

Antoinette Bouzonnet Stella (Lione, 1641-Parigi, 1676)

Trionfo imperiale. Fregio della Sala degli Stucchi nel Palazzo del Te a Mantova (1675).

Venticinque stampe da lastre incise all’acquaforte

esposto nel 1995 da Gianluigi Arcari nella mostra dedicata all’opera di Antoinette nella sua galleria in Via Ippolito Nievo 18 a Mantova;

il video

Storia di un esercito in marcia

realizzato da Guido Bazzotti per la mostra alla Madonna della Vittoria.

 

binäre option dax Giancarlo Boselli

Giancarlo Boselli, scultore, incisore, cesellatore è nato a Sermide (Mantova) nel 1941. Attualmente risiede e lavora a Moglia di Sermide.

Ha avuto il suo primo contatto con l'arte all'Istituto d'Arte di Castelmassa (Ro), che ha frequentato dal 1951 al 1956. Qui, nella sezione metalli, ha compiuto i suoi primi esercizi nell'opera di cesello e battitura e da qui ha tratto la passione per la l'antica e difficile arte di lavorare sbalzare e cesellare, di creare forme e riprodurre immagini, di dare vita alla materia: pietra, acciaio, rame, bronzo, ottone, argento...

La durezza e l'asperità del materiale imprimono a Boselli sempre nuovi impulsi creativi, sfidandolo a ricavare, da ciò che sembra non avere forma propria, volti, figure, rilievi, oggetti e animali, sfruttando ogni strumento - dal bulino al punteruolo al cesello ai martelli al corno di bue - per ottenere effetti di chiaroscuro, catturare la luce, dare corposità ad ogni spessore, insistere sulla plasticità dei volumi. Anche la multiformità degli strumenti di lavoro e il talento nell' inventare originali e insoliti procedimenti, per ottenere il massimo risultato da ogni tipo di materiale, fanno parte del percorso costante e inesausto di questo artista, sempre alla ricerca di nuove e inedite soluzioni.

Libertà espressiva, abilità tecnica e amore per ogni espressione d'arte sono dunque denominatori costanti dell'opera di Boselli, capace di dedicare la propria passione a soggetti di carattere attuale e quotidiano ma anche alla bellezza dei lavori di antichi maestri, come testimoniano le formelle di rame cesellato e sbalzato ispirate al trionfo dell'imperatore Sigismondo, eseguito a stucco, nel '500, in Palazzo Te dal Primaticcio, su disegno di Giulio Romano:  un difficile  e appassionante lavoro, che ha impegnato Boselli per  dodicimila ore in cinque anni, ha prodotto un'opera che interpreta in una nuova, attuale e stupefacente versione l'intramontabile grandezza degli artisti del passato.

 

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A cura di Chiara Rubini, in collaborazione con Labirinto3.

Martedì 29 dicembre 2015; martedì 5 gennaio 2016, ore 16,00

 

Prenotazione obbligatoria.

 

Contatti: +39 338 82 84 909 Email   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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