Associazione Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria

Associazione Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria

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L’Associazione Amici del Museo Nazionale di Reggio Calabria è stata costituita il 9 dicembre 1958. Già dalla sua costituzione ha perseguito gli scopi prefissi dal suo Statuto e cioè: avvalorare sempre più il Museo Nazionale di Reggio (oggi MArRC), potenziandone le varie attività; promuovere visite a musei e monumenti della Calabria, conferenze d’arte e di archeologia; pubblicare un Bollettino del Museo di Reggio Calabria (la rivista Klearchos), nonché studi, relazioni, monografie, ecc.; stabilire scambi culturali con Enti e studiosi italiani e stranieri; promuovere ogni altra attività intesa a diffondere la conoscenza dell’arte, dell’archeologia, della storia; promuovere acquisti, lasciti, donazioni e depositi di opere d’arte e cimeli al Museo, onde incrementare le sue collezioni. Nei primi giorni di novembre del 1969 a Reggio Calabria si svolse al Reggio Calabria il I° Convegno delle associazioni nazionali che poi nel 1974 diedero vita alla Federazione Italiana degli Amici dei Musei.

PRESIDENTE

Renato Laganà

CONSIGLIO DIRETTIVO

Bruno Aloi
Minella Bellantonio
Pasquale Conti
Paolo Crocè
Fausto Costarella
Pasquale D'agostino
Pina La Cava
Pellegrino Mancini
Cettina Nostro
Domenico Papalia
Fulvio Rizzo
Maria Rita Schepis
Anna Serranò

CONTATTI

Tel: 3334690971
Email: amicidelmuseoreggiocalabria@gmail.com
Sito internet:

I NUMERI DELL’ASSOCIAZIONE

Iscritti al 31 dicembre: 118
Soci GAMI:

LE OPERE

Bronzi di Riace

Statue in bronzo, con dettagli in argento, avorio, calcite bianca e pasta vitrea. Realizzate con la tecnica della fusione a cera persa. V secolo a.C. Di dimensioni di poco superiori al vero, raffigurano due guerrieri stanti, con corpi nudi e atletici, originariamente armati.

In ragione della loro pregevole qualità artistica e dell’eccezionalità del rinvenimento, le due statue costituiscono il simbolo del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, nonché l’icona identitaria della città stessa.

Testa dell’Acrolito di Apollo Aleo

Nella cella del tempio di Apollo Aleo di Krimisa (odierna Cirò) furono recuperati gli elementi marmorei di un acrolito di dimensioni maggiori del vero, databile al 440-430 a.C. circa. Era posto come statua di culto al centro dell’adyton, il vano più interno del tempio, accessibile solo agli addetti al culto. L’acrolito è un tipo di statua in cui soltanto testa, mani e piedi erano modellati in marmo (le parti visibili), mentre il resto del corpo era costituito da un’impalcatura di legno che veniva poi dipinta, dorata o rivestita di stoffe pregiate.

Cavaliere di Casa Marafioti

Fine V secolo a.C. Questo gruppo in terracotta raffigurante un giovane a cavallo sostenuto da una sfinge, noto come Cavaliere di Marafioti, fu scoperto nel 1910 da Paolo Orsi nel tempio dorico dedicato a Zeus a Locri Epizefiri e rappresenta senza dubbio un capolavoro della grande statuaria fittile dei Greci d’Occidente. Gli studiosi ritengono che si tratti di uno dei due Dioscuri, Castore e Polluce, figli di Zeus e Leda. Al momento della scoperta in corrispondenza del lato occidentale del tempio, il gruppo era ridotto in minuscoli frammenti, per la caduta dalla sommità del tempio e per le condizioni di giacitura. Sotto la guida di Orsi, l’opera fu ricomposta e interessata di un primo restauro, durato ben quindici anni.